Il Cervello e la Fotobiostimolazione “Nir”

ALLA BASE DI TUTTI I PRINCIPI DEI PROCESSI FISIOLOGICI

Introduzione alla “Nir”, la Fotobiostimolazione del cervello:

Fotobiostimolazione: la luce che stimola il cervello

L’elaborazione delle esperienze relative alla sopravvivenza, alla protezione, alla capacità ed alla relazione accedono nel nostro organismo attraverso i nervi cranici e seguono il principio di bilateralità e di dinamica ormonale

Le sue espressioni possono essere monitorate attraverso l’andamento del sistema simpatico e parasimpatico, che seguono il ritmo bifasico, come tutte le espressioni bioelettriche del corpo.

L’evolversi di una malattia, segue a ruota i classici principi dell’embriologia insieme ai processi evolutivi dei foglietti embrionali che sono collegati ad essa.

Tutto è governato dal cervello e nessun organo è in grado di fare la stessa cosa o sostituirsi.

Ogni processo terapeutico o riabilitativo deve tenere ben presente questo principio, per non trovarsi in opposizione a questo andamento fisiologico.

Fotobiostimolazione: la luce che stimola il cervello

La somministrazione non invasiva di luce proveniente da una fonte esterna (laser o LED) alla testa e di conseguenza, al cervello, viene comunemente chiamata FBM transcranica.

La Metodica NIR
Metodica Fotobiostimolazione

Questo metodo di luce pulsata verso il cervello, prevede il passaggio della stessa luce attraverso una serie di strati che includono lo scalpo, il periostio, le ossa del cranio, le meningi e la dura madre, raggiungendo parzialmente la superficie corticale cerebrale.

Data l’esponenziale attenuazione della luce durante il tragitto attraverso lo scalpo ed i tessuti cerebrali, la dose massima (una piccola frazione della luce incidente), viene fornita a quei neuroni localizzati nello strato più esterno della corteccia cerebrale.

Inoltre, sarà presente un ulteriore gradiente di penetrazione della luce all’interno della corteccia cerebrale, così che un certo numero limitato di neuroni assorbirà una dose adeguata di luce.

La penetrazione della luce a livello tissutale dipende da diversi parametri ottici come la lunghezza d’onda, l’irradiazione, il tempo di esposizione, l’area esposta, la coerenza e la struttura pulsante.

Diversi fattori anatomici e fisiologici contribuiscono alla penetrazione della luce nella testa inclusa la geometria individuale della testa e la composizione tissutale.

Inoltre, la varietà nella distanza della corteccia dallo scalpo per le diverse regioni cerebrali (ad esempio, le aree frontali hanno una distanza minore rispetto alle aree parietali e mediali) può inficiare le profondità di penetrazione della luce.

La Fotobiostimolazione NIR ed il metabolismo umano

Uno degli effetti maggiormente riscontrabili della Fotobiostimolazione NIR è l’aumento del funzionamento metabolico.

Seguito da un aumento della produzione di ATP intracellulare come maggiore meccanismo d’azione.

Inoltre, diversi studi pre-clinici hanno dimostrato che il contenuto cerebrale di ATP risulta aumentato a seguito di trattamenti NIR.

È risaputo che una disfunzione mitocondriale, un supplemento inadeguato di ATP e lo stress ossidativo sono fattori che contribuiscono a quasi tutte le forme di malattie cerebrali.

Ciò è stato riportato per diverse condizioni neurologiche come Disturbo Depressivo Maggiore, il trauma cranico, la malattia di Parkinson e per la malattia di Alzheimer.

La Fotobiostimolazione NIR ed il flusso ematico

fotobiostimolazione al cervello
fotobiostimolazione al cervello

Uno dei cambiamenti maggiormente riscontrabili a seguito dei trattamenti con Fotobiostimolazione NIR è relativo al flusso ematico cerebrale ed all’ossigenazione.

La NIR comporta un significativo aumento di concentrazione di CCO e di concentrazione di emoglobina ossigenata nella parte trattata dato che la dose di energia laser si accumula nel tempo.

È stato suggerito che il rilascio di ossido nitrico a seguito di Foto stimolazione NIR è responsabile dell’aumento del flusso ematico cerebrale.

L’ossido Nitrico è una molecola di segnalazione neuronale che, insieme ad altre funzioni, possiede la capacità di scatenare la vasodilatazione.

Questa vasodilatazione quindi promuove un aumento al livello di circolazione ematica che porta ad un incremento dell’ossigenazione cerebrale, il tutto in modo simile a quanto viene osservato con campi elettromagnetici pulsanti.

Disturbi del flusso ematico cerebrale, disfunzioni neuro-vascolari e sotto-regolazione dell’ossigenazione cerebrale, sono stati definiti come caratteristiche importanti in patologie di tipo dementigeno e neuro-degenerativo.

La neuroprotezione: la protezione del cervello

fotobiostimolazione NIR
fotobiostimolazione NIR

Diverse evidenze suggeriscono che la foto bio stimolazione NIR possa essere utilizzata nella neuro-protezione, essenzialmente per proteggere le cellule dal danneggiarsi e nel promuovere la loro sopravvivenza e longevità, invertendo i processi di segnale apoptotico.

Un modo per raggiungere questo risultato è attraverso l’inibizione dell’attività del glicogeno sintasi chinasi.

  • NIR si è inoltre dimostrata efficace nella protezione delle cellule da tossine con effetti nocivi.
    L’effetto antitossico della NIR può essere ricondotto alla sua capacità di stimolazione CCO.
  • la Foto stimolazione NIR è inoltre efficace nella prevenzione degli effetti nocivi associati al cianuro di potassio, l’espressione neuronale  di Bax indotta dal cianuro risulta diminuita, prevenendo la successiva apoptosi cellulare.
  • Un ulteriore proprietà di NIR si riferisce alla capacità  di agire sulle cellule in diversi stati di sanità in modi diversi, essenzialmente modificando la cellula in qualsiasi modo sia necessario per promuoverne la sopravvivenza.

Ad esempio, in cellule normali l’assorbimento di luce da parte di CCo porta ad un aumento di MMP (metalloproteinasi della matrice) sopra le baselline e ad un lento aumento di ROS.

Tuttavia, nelle cellule in cui MMp è basso a causa della presenza di stress ossidativo, di eccito tossicità o di inibizione del trasporto di elettroni, l’assorbimento di luce porta ad un aumento di MMP verso livelli di normalità e ad un aumento della produzione di ROS.

  • In egual misura, la tipica risposta delle cellule sane se sottoposte a NIR corrisponde ad un lieve incremento di calcio intracellulare.

Tuttavia, nelle cellule che già contengono un eccesso di calcio (fenomeno chiamato eccitossicità), NIR provoca la reazione opposta, ovvero abbassa i livelli eccessivi di calcio cellulare promuovendo la sopravvivenza della cellula, abbassando lo stress ossidativo riportando l’MMP a livelli normali.

KINESIOLOGIA - METODO K+

di Massimiliano Sciannanteno

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