la postura in osteopatia

la postura in osteopatia

Parlare di postura in osteopatia significa conoscere alcune fondamentali nozioni di anatomia e fisiologia muscolare umana.
La postura per l’osteopata e per tutti noi, è un linguaggio corporeo, un mezzo di espressività delle emozioni, ci rappresenta e ci segnala la salute e la malattia.

Questa caratteristica corporea, quando corretta e così mantenuta nel tempo, aiuta a preservare la salute psico-fisica, riguardo a molti aspetti.

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Anatomia del muscolo scheletrico

Il muscolo scheletrico è formato da fibre extrafusali (le più grandi e numerose) e da fibre untrafusali (più piccole, contenute in una capsula connettivale e, parallele alle precedenti).

Le fibre hanno il compito di determinare la forza, la velocità di contrazione, le seconde quello di allungare le fibre precedenti, sono dunque antagoniste tra loro.

Questi due tipi di fibre muscolari sono innervate da specifici motoneuroni i quali inviano al sistema nervoso centrale le variazioni funzionali delle diverse fibre attraverso specifici recettori propriocettivi.

I ricettori propriocettivi chiamati appunto così sono di tre tipologie

  • Fusi muscolari
  • Corpuscoli muscolo-tendinei del Golgi
  • Ricettori articolari.

Fusi neuromuscolari: sono formati dall’unione di 5-10 fibre muscolari intrafusali, circondate da una guaina connettivale e poste parallelamente alle fibre extrafusali o semplicemente fibre muscolo scheletriche.

Fibre intrafusali

Ogni fibra intrafusale è avvolta da 2 tipi di fibre nervose sensitive:

  • Le fibre di tipo 1, sono di grande diametro e hanno conduzione rapida detta fase tonica.
  • Le fibre di tipo 2, di piccolo diametro e hanno conduzione lenta detta fase dinamica.

Quando le fibre extrafusali si allungano, i fusi neuromuscolari si distendono e inviano gli impulsi sensoriali al midollo spinale il quale attiva dei meccanismi di riflesso immediati (riflesso miotatico) e contemporaneamente avvisa il sistema nervoso dell’informazione propriocettiva.

Quest’ultimo elabora il messaggio e stimola i motoneuroni gamma situati nella sostanza grigia del corno anteriore del midollo spinale il quale è deputato a far contrarre le fibre intrafusali.

Le contrazioni di tali fibre attiva il riflesso di stiramento, cioè di riflesso il sistema nervoso centrale attiva i motoneuroni alfa deputati alla contrazione delle fibre extrafusali producendo il tono muscolare, fondamentale per il mantenimento posturale.

Corpuscoli muscoli tendinei del Golgi

I corpuscoli muscoli tendinei del Golgi sono situati nella giunzione tra muscolo e rispettivo tendine, e nei legamenti articolari, sono strutture dendriche dei nervi sensitivi chiamate fibre nervoso del tipo 1; tali fibre sono associate a fasce di fibre collagene dei tendini collagene dei tendino circondate da una capsula.

Si ha la loro stimolazione quando si presentano delle contrazioni eccessive dei muscoli scheletrici determinando il loro rilasciamento, questo circuito neuromotorio è chiamato riflesso tendineo dei Golgi.

La loro è una funzione protettrice nei confronti di eventuali lacerazioni interne al muscolo o strappi tendinei nei punti di attacco con l’osso.

Tali ricettori hanno azione opposta ai fusi neuromuscolari.

Ricettori articolari

I ricettori articolari si attivano in base al grado di flessione o di estensione delle articolazioni, sono in collegamento con i centri  encefalici superiori e dunque inviano una informazione avvertita come sensibilità cinestetica, cioè quella sensibilità che ci permette di avvertire la posizione ed i movimenti delle varie parti del corpo.

Questi recettori non sono specificatamente dei propriocettorima sono degli esterocettori.

Gli organi di Ruffini li troviamo nel connettivo delle capsule articolari e sono recettori tonici, mentre i corpuscoli di Pacini sono nel connettivo periarticolare e sono recettori dinamici.

I segnali che provengono dai propriocettori muscolari, tendineo-legamentosi e articolari sono convogliati da fibre nervose sensitive che raggiungono le radici dorsali del midollo spinale, dove prendono contatto con i relativi neuroni, e determinano degli archi riflessi, le fibre propriocettive articolari danno rami che risalgono il midollo spinale e raggiungono i centri encefalici della sensibilità cinestetica e della postura.

Postura e circuito “gamma”

La postura è mantenuta grazie al circuito gamma, infatti un soggetto che staziona in ortostatismo o in posizione seduta, in ginocchio, è sottoposto alla forza di gravità che va contrastata dal tono muscolare.

Una muscolatura inattiva tende ad allungarsi a distendersi e ad attivare i fusi neuromuscolari che attivano il circuito gamma efferente e di riflesso il circuito alfa producendo la contrazione dei muscoli detesi i quali contraendosi determinano il tono muscolare capace di opporsi alla forza di gravità.

I muscoli estensori del capo i quali si oppongono alla caduta in avanti del capo. 

In opposizione per la legge dell’innervazione reciproca la stimolazione dei due fusi neuromuscolari di un gruppo muscolare che subisca l’allungamento, determina attraverso archi riflessi mono simpatici l’eccitamento dei motoneuroni che innervano questo stesso gruppo muscolare, tramite collaterali che si dipartono dalle fibre afferenti propriocettive dei fusi, subito dopo il loro ingresso nel midollo spinale e, con l’interposizione di un neurone inter nunciale inibitore situato nelle corna dorsali, l’inibizione riflessa dei motoneuroni che innervano i muscoli antagonisti al gruppo stimolato.

Il principio della innervazione reciproca è particolarmente evidente all’innervazione dei muscoli estensori e flessori di un arto.

KINESIOLOGIA - METODO K+

di Massimiliano Sciannanteno

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