Prevenzione alle deviazioni e ai disturbi del Rachide

Prevenzione alle deviazioni e ai disturbi del Rachide

Quando si parla di prevenzione si sottolinea lo stile di vita più consono dell’essere umano, specie nel fanciullo, affinché la crescita sia adeguata su tutti i livelli, emotivo, nutrizionale e fisico.

Si può procedere su una prevenzione a più livelli se il problema che potrà verificarsi è considerato generico, oppure più mirata, se il disturbo che pensiamo che potremmo avere è mirato, come ad esempio quello inerente alla zona del rachide.

Per la prevenzione alle deviazioni e ai disturbi del rachide è possibile agire in vari modi:

Lo stile di vita anzitutto deve comprendere: una corretta alimentazione, il distribuire in modo equilibrato i vari compiti che devono essere svolti durante la giornata, il tempo dedicato a se stesso e agli altri, un adeguato tempo per la sedentarietà e la motricità, il dormire sufficientemente, la gestione dello stress e delle malattie, l’acquisizione graduale dell’auto controllo per sostenere l’emotività ed il dolore.

In questo lavoro si prenderà in considerazione l’aspetto motorio, un aspetto che sempre più viene mal interpretato, infatti o si sfocia all’estremo edonismo o al rifiuto della motricità.

Oggi più che mai i giovani vivono la sedentarietà e lo stress, questi due aspetti della vita moderna provocano spesso posture inadeguate, errate che si ripercuotono sull’organismo in accrescimento e sul carattere del ragazzo.

Sempre più spesso infatti gli adulti soffrono di fenomeni antalgici alla colonna vertebrale, agli arti inferiori e alla nuca.

È risaputo che un cattivo appoggio plantare va ad aggravare i rapporti tra arti inferiori e bacino, tra bacino e rachide, tra rachide e cingolo scapolare, tra il rachide e nuca.

Ad esempio compressioni del tratto cervicale che provocano a loro volta una compressione delle vene giugulari daranno origine a delle emicranie.

Oppure un appoggio plantare asimmetrico darà origine ad una falsa dismetria degli arti inferiori e creerà uno squilibrio della colonna vertebrale che prolungato nel tempo darà origine a curve di compensazione.

Prevenire i disturbi dell’apparato locomotore e principalmente del rachide, significa fortificare l’organismo con esercizi atti a sviluppare un corretto rapporto tra i vari segmenti corporei, una postura equilibrata ed ergonomica, un sufficiente tono muscolare, ampliare l’ampiezza articolare, acquisire una certa coordinazione e abilità motoria.

Perché sia così, gli esercizi necessariamente devono essere adattati all’età del soggetto, devono saper sollecitare una presa di coscienza del proprio corpo, permettere al soggetto di costruirsi un ampio bagagliaio motorio, gli esercizi devono il più possibile essere svolti all’aperto a contatto con la natura ed essere un mezzo di socializzazione.

Tutti questi componenti permetteranno al fanciullo prima, al ragazzo poi di costruirsi un adeguato schema corporeo ed uno schema motorio.

Con alcuni accorgimenti è possibile prevenire certi disturbi, ad esempio evitare di:

  • Dormire in letti troppo morbidi e sedere su poltrone troppo morbide
  • Lasciare che la colonna vertebrale sia in costante stato di passività
  • Irrobustire troppo gli addominali e i muscoli dorsali superficiali, e troppo poco i muscoli profondi del dorso
  • Portare calzature inadeguate
  • Sollevare pesi da terra con le gambe tese caricando negativamente il tratto lombare

Hai domande su disturbi psicofisici e muscoloscheletrici che l’osteopata è in grado di curare? fammele di persona: contattami.

I dolori che avvertiamo a livello dell’apparato locomotore e della colonna vertebrale in particolare, sono principalmente dovuti a cattive contratture, sono perciò indicati quegli sport che possono essere praticati in compagnia e che richiedono un gravoso impegno muscolare come lo jogging, il nuoto (possibilmente in stile libero), oppure attività motorie come le passeggiate a passo sostenuto o lo stretching, tecnica di ginnastica che permette di allungare e tonificare in modo efficace la muscolature nonché conoscere il proprio corpo.

KINESIOLOGIA - METODO K+

di Massimiliano Sciannanteno

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