cura naturale per Angina Pectoris

Cura Naturale dell’Angina Pectoris

L’Angina Pectoris è una patologia che causa dolore al torace, non esistono ancora studi in lingua inglese sull’utilizzo specifico di piante particolari per questa patologia, ma la fitoterapia tradizionale occidentale utilizza il BIANCOSPINO per l’angina pectoris, pianta valida anche per insufficienza del miocardio, per l’ipertensione, la tachicardia e altri disturbi circolatori, come l’arteriosclerosi e il morbo di Buerger.

Anche la metodologia diagnostica di Kinesiologia applicata può determinare lo stato della patologia.

Come si cura l’angina Pectoris?

CON CURE NATURALI E FITOTERAPIA PEER L’ANGINA: Come appena accennato non esiste ancora uno studio ufficiale condotto con il biancospino per la cura dell’angina pectoris, tuttavia, ben due studi farmacologici e alcuni studi clinici suggeriscono la sua validità, soprattutto per curare i sintomi dell’angina.

Ad esempio, la somministrazione di biancospino a dei volontari ha migliorato i sintomi anossici prodotti da inalazione di una miscela di ossigeno gassoso al 8. 

In pazienti con malattia cardiaca ischemica, il biancospino ha diminuito i segni di ischemia come valutato da un test di ECG da sforzo. 

Una specie affine di Crataegus è stata sperimentata con successo per l’angina in uno studio aperto in Cina. 

Anche le molte prove di successo sull’insufficienza cardiaca congestizia suggeriscono un effetto benefico sul metabolismo miocardico.

  • Da ciò si può ritenere la validità di una dose giornaliera di circa 0.8 to 1.2 g di sommità fiorite di Biancospino che garantiscono la somministrazione di 30 – 45 mg die di proantocianidine.
  • La medicina tradizionale cinese conosce la SALVIA CINESE di cui si usa il rizoma per i disturbi cardiaci. Ha la capacità di dilatare le arterie coronariche, per cui è utile nell’ ischemia cardiaca. Ha anche un effetto antiossidante, in vitro inibisce l’aggregazione piastrinica e la liberazione di serotonina. 

Gli usi terapeutici della Salvia in Cina sono numerosi e molto diffusi come indica una metanalisi cinese: “La dimostrazione di effetti benefici di Salvia miltiorrhiza (Dan Shen) sulle malattie ischemiche ha rivoluzionato la gestione dell’angina pectoris e delle relative cause, l’infarto del miocardio e l’ictus nella società cinese”.

Altre piante utili per eliminare i sintomi dell’angina sono le piante con azione antiaggregante piastrinica e anticoagulanti in genere.

Zenzero in aiuto alla cura per l’angina Pectoris

Lo zenzero ha proprietà analgesiche, antiossidanti, antinfiammatorie, anti lipidiche, cardiotoniche (inotrope positive), ed è con queste ultime proprietà che può aiutare contro l’Angina Pectoris. 

Le proprietà antitrombotiche sono state testate in vivo in uno studio su 20 pazienti con arteriopatia coronarica e storia di grossi infarti almeno 6 mesi prima in terapia con nitrati e aspirina. 

  • Dopo una singola dose di 10 g lo zenzero ha diminuito l’aggregazione piastrinica indotta da ADP e adrenalina in modo significativo (p<0,05). 
  • Le risposte sono dose dipendenti, 4 g die per 3 mesi non hanno dato effetti apprezzabili su aggregazione, fibrinogeno e attività fibrinolitica (l’aspirina era stata tolta due settimane prima dello studio). 
  • Un altro studio fatto con radice di zenzero brasiliano non ha trovato un effetto significativo sull’aggregazione piastrinica. 
  • Comunque ci sono sufficienti conferme che le sue numerose attività antiossidanti e antinfiammatorie e antidolorifiche portano giovamento all’Angina Pectoris.

Sintomi Angina Pectoris, cos’è e come si manifesta?

L’Angina Pectoris ha a che fare col cuore, ecco la sua definizione: è una malattia che ha come sintomo principale il dolore toracico, causato da una temporanea diminuzione dell’afflusso di sangue al tessuto cardiaco che causa una carenza di ossigenazione e una sofferenza cellulare. 

L’angina Pectoris è pericolosa? Nel caso dell’angina pectoris il fenomeno è reversibile e non arriva al punto di provocare un danno cardiaco permanente. 

Sintomi premonitori dell’Angina: la causa è da ricercarsi in una riduzione del lume delle coronarie (stenosi) per formazione di placche ateromatose o per fenomeni di spasmi neurovegetativi (angine legate a forti angosce o paure) con lume coronarico normale o entrambe le cause. 

Quando preoccuparsi? Il dolore si manifesta in genere in modo improvviso, acuto e transitorio; a volte è accompagnato da: pesantezza al torace con formicolio o indolenzimento agli arti superiori, affaticamento, sudorazione, nausea. 

I sintomi possono essere molto diversi per intensità e durata ma in genere si distinguono. 

Spesso rappresenta la fase di preparazione di un infarto che è la mancanza acuta di irrorazione sanguigna accompagnata a necrosi di tessuto cardiaco, oppure la conseguenza dopo risoluzione dell’infarto. 

Lo scatenamento della crisi da Angina Pectoris può essere dovuto più facilmente ad uno sforzo, (viene richiesta maggiore ossigenazione al cuore che le coronarie non riescono a soddisfare, può manifestarsi anche tra i giovani), ad un’ipertensione temporanea, a stress, ad uno stato febbrile ad un ipertiroidismo, all’ansia estrema, ad una stenosi da ateroma o ad un vasospasmo. 

Ci sono vari gradi di gravità dell’angina: Il più lieve è l’angina da sforzo innescata da attività fisica o da emozione, poi c’è l’angina instabile che si presenta in modo imprevisto anche a riposo o con sforzi minimi, poi c’è l’angina instabile di Prinzmetal causata da coronaro spasmo senza stenosi. 

L’angina può colpire quindi ogni età.

Ci sono le forme secondarie e a danni valvolari e/o a insufficienza cardiaca o aritmie o ipertiroidismo.

Possiamo comunque affermare che in molti casi da angina pectoris lieve si guarisce, se così non fosse bisogna procedere con cura tradizionale o chirurgica.

La Terapia tradizionale per l’Angina Pectoris

La cura classica dell’Angina Pectoris va verso la risoluzione tramite applicazione chirurgica, quando è presente la stenosi, spesso non è definitiva, poiché le occlusioni ritornano a formarsi. 

Si ottiene il miglioramento della perfusione mediante by-pass coronarico o allargamento meccanico con impianto di protesi in grado di allargare la stenosi.

Si fonda sui vasodilatatori a base nitrati che sono usati sia in modo continuo per dare una dilatazione coronarica mediante cerotti transdermici a rilascio lento. 

I nitrati sono utili per risolvere casi di dolore acuto. 

Per aumentare il flusso coronarico si usano anche gli antagonisti β adrenergici utili per l’angina da sforzo e anche gli antagonisti dei canali del calcio utili nel caso di angina vasospastica.

KINESIOLOGIA - METODO K+

di Massimiliano Sciannanteno

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